giovedì 3 novembre 2011

TRIBUNALE DI TORRE ANNUNZIATA - ORDINANZA DEL 2/09/2011 - RCA - OBBLIGO A CONTRARRE

TRIBUNALE DI TORRE ANNUNZIATA
Sezione distaccata di Gragnano
Il Giudice dott.ssa Barbato Maria Rosaria, letti gli atti, sciolta la riserva formulata all’udienza del 16.09.2011,
PREMESSO IN FATTO
Con ricorso depositato in data 02.08.2011 *************, premesso di essere proprietario dell’autovettura Renault Clio targata ********, e di essere assicurato per la RCA con *************** Assicurazioni SpA in virtù di polizza n. *********, deduceva che la predetta autovettura non aveva mai provocato sinistri e che, pertanto, la compagnia assicuratrice, anno dopo anno, aveva offerto classi di merito inferiori alla prima; che in prossimità della scadenza  della Polizza si era recato presso l’agenzia di Gragnano della sua compagnia di assicurazioni e l’agente gli aveva riferito che il rinnovo della polizza non era possibile in quanto annullata dalla sede centrale; di non aver mai ricevuto alcuna raccomandata contenente disdetta o attestato di rischio; che in assenza di tale attestato non era possibile stipulare la polizza con altra compagnia; che la Renault Clio era l’unica autovettura in uso al suo nucleo familiare e l’impossibilità di utilizzarla per la scopertura assicurativa era fonte di problemi di natura professionale e familiare in considerazione anche dello stato di gravidanza del coniuge.
Tanto premesso, il ********* chiedeva obbligarsi la ********** a stipulare il contratto assicurativo in classe inferiore a quella precedente, o in subordine, a consegnargli l’attestato di rischio al fine di poter stipulare la polizza presso altra compagnia di assicurazioni.
Si costituiva la resistente la quale eccepiva in primis la nullità del ricorso per mancata indicazione della causa di merito connessa alla domanda cautelare; l’assenza di periculum in mora e di fumus boni iuris, non essendovi prova della asserita disdetta del contratto da parte della compagnia di assicurazioni, che va comunicata per iscritto, ed in assenza della quale il contratto deve intendersi tacitamente rinnovato; che l’agente generale della **********, ricevuto il ricorso cautelare,a aveva immediatamente manifestato al ricorrente la su volontà di rinnovare la polizza e consegnargli il certificato di rischio.
Nelle more della causa veniva stipulata una nuova polizza di assicurazione tra le parti in lite, sicché in sede di udienza del 16.09.2011 il ricorrente insisteva per la sola condanna alle spese della resistente.
RITENUTO IN DIRITTO
Nel merito va senz’altro dichiarata la cessazione della materia del contendere, in quanto come pacificamente rappresentato dalle parti in udienza il ricorrente ha stipulato una nuova polizza con la *********** con decorrenza dal 24.08.2011.
La fondatezza della domanda cautelare va però vagliata al fine della regolamentazione delle spese di lite da effettuarsi secondo la regola della soccombenza virtuale.
Innanzi tutto si rileva l’infondatezza della preliminare eccezione della resistente di inammissibilità della domanda cautelare per mancata indicazione della instauranda azione di merito, in quanto quest’ultima risulta chiaramente indicata in ricorso, laddove il ******** afferma che è suo interesse agire nel merito per sentir condannare la resistente a stipulare polizza assicurativa classe E1 ed a consegnargli l’attestato di rischio.
Quanto al fumus boni iuris si rileva ex actis che: la precedente polizza in scadenza 01.08.2011 è stata effettivamente disdettata dalla resistente (cfr. documentazione allegata dalla resistente con memoria integrativa); non vi è, però, prova della rituale comunicazione della disdetta al ************; l’istante ha ricevuto in consegna l’attestato di rischio solo dopo la notifica del ricorso cautelare alla compagnia di assicurazioni resistente.
Sul punto va richiamata la disciplina relativa all’attestato di rischio di cui al D. Lgs. 209/2005, che all’art. 134, primo comma, dispone che: L’ISVAP, con regolamento, determina le indicazioni relative all’attestazione sullo stato del rischio che, in occasione di ciascuna scadenza annuale dei contratti di assicurazione obbligatoria relativi ai veicoli a motore, l’impresa deve consegnare al contraente o, se persona diversa, al proprietario ovvero all’usufruttuario, all’acquirente con patto di riservato dominio o al locatario in caso di locazione finanziaria.
Quindi, ai sensi del regolamento dell’ISVAP, che attua le disposizioni del nuovo codice delle assicurazioni nella materia in oggetto, Regolamento Isvap 2006 n. 4 (entrato in vigore il 1° gennaio 2007) le compagnie assicurative sono obbligate ad inviare l’attestato di rischio direttamente al domicilio del contraente almeno 30 giorni prima della scadenza del contratto e contestualmente all’invio  dell’attestato di rischio le compagnie dovranno anche inviare all’assicurato una comunicazione contenente: data di scadenza del contratto; modalità di esercizio della disdetta contrattuale da parte del contraente; indicazioni in merito al premio di rinnovo della garanzia; l’obbligo di cui al comma 1 sussiste qualunque sia la forma di tariffa secondo la quale il contratto è stato stipulato, nonché nel caso in cui sia prevista la proroga tacita del contratto, ovvero venga esercitata disdetta contrattuale (cfr. Art. 2, [Obblighi di comunicazione] ed art. 41 regolamento Isvap 4/2006, [Obbligo di rilascio dell’attestazione sullo stato del rischio] regolamento Isvap 4/2006).
Si ricorda anche il dettato normativo di cui all’art. 132 – codice delle assicurazioni, rubricato obbligo a contrarre, ai sensi del quale: Le imprese di assicurazione sono tenute ad accettare, secondo le condizioni di polizza e le tariffe che hanno l’obbligo di stabilire preventivamente per ogni rischio derivante dalla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, le proposte per l’assicurazione obbligatoria che sono loro presentate, fatta salva la necessaria verifica della correttezza dei dati risultanti dall’attestato di rischio, nonché dell’identità del contraente e dell’intestatario del veicolo, se persona diversa.
Alla luce di quanto sopra rappresentato in fatto ed in diritto la domanda cautelare del *********** era assistita senz’altro da fumus boni iuris, non essendovi prova in atti della rituale comunicazione al ricorrente della disdetta della polizza da parte della compagnia di assicurazioni resistente, né tantomeno della consegna dell’attestato di rischio in data anteriore all’instaurazione della lite.
Per quanto attiene al periculum in mora ad avviso del giudicante il danno derivante dalla impossibilità (sia pure momentanea) di usare la propria autovettura (in quanto priva di copertura assicurativa) non si risolve in un mero pregiudizio di carattere economico, ma arreca, al soggetto che la subisce, un disagio non facilmente monetizzabile, soprattutto nel caso in cui, come nella fattispecie, la situazione ostativa si verifica all’improvviso, non prevista né prevedibile (in assenza di prova di comunicazione della disdetta) ed interessa l’unica autovettura in possesso dell’istante e da questi utilizzata per motivi professionali e necessità familiari.
Ritenuta, pertanto, la soccombenza virtuale della resistente, le spese di lite, liquidate come in dispositivo, vanno poste a suo carico.
PQM
Dichiara cessata la materia del contendere;
Condanna la ************ Assicurazioni SpA, in persona del legale rappresentante pt, la pagamento in favore di *********** delle spese di lite, che si liquidano in complessivi euro 642,00 di cui euro 65,00 per spese, euro 250,00 per onorari, euro 327,00 per diritti, oltrerimborso forfetario, IVA e CAP come per legge.
Si comunichi.
Gragnano, 23.09.2011
Il Giudice
Dott.ssa Maria Rosaria Barbato
Per gentile concessione del sito IL GIUDICE DI PACE.IT



        



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