martedì 28 settembre 2010

RICORSO ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO PER DENUNCIARE L'IMPOSSIBILITA' DI ACCELERARE UN PROCESSO IN ITALIA

COUR EUROPÉENNE DES DROITS DE L'HOMME
EUROPEAN COURT OF HUMAN RIGHTS
CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO


presso il Consiglio d'Europa
STRASBURGO - 67075- FRANCIA


Ricorso ex art. 34 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo PRIMA
dell’esperimento della procedura nazionale di cui alla legge Pinto n.89/2001,
nell’interesse di


Giulio Cesare (codice fiscale AAA BBB CC45VV L581B) nato a Salerno il 10 agosto 1925, cittadino italiano, (sesso maschile), ingegnere, residente in Italia, (84100) Salerno, Piazzetta Garibaldi n. 16, ed elettivamente domiciliato ai fini della procedura in oggetto, in Italia (84100), Salerno, via Ogliara n. 36, (telefono/telefax 0039-089-282192) presso lo studio dell’Avv. Gennaro De Natale del foro di Salerno, (nato a Milano il 18.06.1961), che la rappresenta e difende, giusta procura in calce al presente ricorso, ricorrente

Contro

il GOVERNO ITALIANO.
Convenuto

OGGETTO DEL RICORSO:
UNICO MOTIVO) Violazione dell’articolo 13 della Convenzione Europea quanto all’impossibilità di accelerare la procedura litigiosa, la cui durata viola a sua volta l’art. 6, paragrafo 1, della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo quanto al diritto ad un processo entro un termine ragionevole.


Il sig. Giulio Cesare, a mezzo del sottoscritto procuratore e difensore, espone e chiede quanto segue.

II - ESPOSIZIONE DEI FATTI
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO DINANZI AL TRIBUNALE DI SALERNO – SEZIONE DISTACCATA DI EBOLI.


1) Con atto di citazione notificato nel mese di febbraio 2001, Giulio Cesare conveniva in giudizio Muzio Scevola per ottenere il pagamento delle competenze relative a prestazioni professionali svolte nell’interesse del defunto Caio Sempronio.

2) La causa veniva iscritta al numero di RG 1234/1596. Il convenuto resisteva alla domanda.

3) All’esito dell’istruttoria, il Tribunale Civile di Salerno, Sezione distaccata di Eboli, Giudice dott. XXXXXXXXXX, all’udienza del XX maggio 2006, assegnava la causa a sentenza, con i termini per le note di cui all’articolo 190 cpc (60 giorni per il deposito delle comparse conclusionali, più 20 giorni per il deposito delle memorie di replica).

4) Poiché il Giudice, dott. VVVVVVVV, ha trattenuto il fascicolo del processo, non è stato possibile estrarne copia.

5) Inoltre, il Giudice dott. XXXXXXXXX, è stata successivamente assegnata ad altro incarico, per cui, a tutt’oggi, sono decorsi CIRCA 4 ANNI dall’assegnazione della causa a sentenza, ma quest’ultima non è stata ancora emanata, con una totale stagnazione del processo durante tale periodo.

6) Orbene, ai sensi dell’art. 190 del codice procedura civile, all’udienza della precisazione delle conclusioni inizia a decorrere il termine dei sessanta giorni entro cui le parti possono scambiarsi le memorie conclusionali e l’ulteriore termine di venti giorni per le memorie di replica, e, quindi, l’ulteriore termine di sessanta giorni successivi per il deposito della sentenza che definisce il giudizio.

7) In sostanza, ai sensi degli articoli 190 e 275 del codice di procedura civile, la fissazione dell’udienza per la precisazione delle conclusioni, comporta che il Tribunale sia obbligato a decidere la causa entro i successivi centoquaranta giorni e poiché il notevole carico dei ruoli gravante sul Tribunale Civile di Salerno, Sezione di Eboli, non consente tale trattazione, il Tribunale è costretto a dilazionare il momento decisorio della causa a quattro/sei anni dalla richiesta delle parti. Tutto ciò è una prassi generalizzata per tutte le cause pendenti davanti al Tribunale Civile di Salerno, Sezione di Eboli. Ed il Governo Italiano, pur consapevole della carenza di organico dei magistrati addetti al suddetto Ufficio Giudiziario, nulla ha fatto per rimediare alla situazione di grave paralisi ivi esistente da tempo. Pertanto, l’odierno ricorrente non può vivere nell’ansia e nell’incertezza della lite per tutto il periodo di stagnazione della stessa, che comporta anche la mancata utilizzazione delle somme chieste a titolo di competenze professionali.

8) Ritenendo tale situazione processuale di stallo incompatibile con la Convenzione Europea, il ricorrente, con il presente ricorso, intende quivi adire la Corte Europea.

III) ESPOSIZIONE DELLE VIOLAZIONI DELLA CONVENZIONE E/O DEI PROTOCOLLI, NONCHE’ DELLE RELATIVE ARGOMENTAZIONI.
EXPOSÉ DES VIOLATIONS DE LA CONVENTION ET/OU DES PROTOCOLES, AINSI QUE DES ARGUMENTS A’ L’APPUI.
STATEMENT OF ALLEGED VIOLATION OF THE CONVENTION AND/OR PROTOCOLS, AND OF RELEVANT ARGUMENTS.


UNICO MOTIVO) Violazione dell’art. l’articolo 13 della Convenzione quanto all’impossibilità di accelerare la procedura litigiosa, la cui durata viola a sua volta l’art. 6, paragrafo 1, della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo quanto al diritto ad un processo entro un termine ragionevole.

Il Ricorrente lamenta di non poter disporre di un ricorso effettivo suscettibile di rimediare alla durata della procedura litigiosa.

Vedi mutatis mutandis, Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, la sentenza del 25 ottobre 2001 nel caso SAGGIO c. ITALIA – Ricorso n. 41879/98, che ha dichiarato la violazione dell’art. 13 (diniego di accesso ad un tribunale) della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo del 4.11.1950, perché le regole fondanti la procedura di amministrazione straordinaria, caratterizzate dalla lunghezza della verifica dello stato dei crediti, hanno ostacolato in maniera ingiustificata il diritto del ricorrente di disporre di un ricorso effettivo per far valere il suo credito davanti ai giudici nazionali.

Non vi è dubbio che, nel caso di specie, una stagnazione di quattro anni costituisca una violazione dell’art. 6 della Convenzione quanto al termine ragionevole di durata (Ved. Corte Europea, sentenza del 24 maggio 1991, nel caso Vocaturo c. Italia. §17<<>>.


La situazione della durata dei processi civili in Italia è talmente notoria alla Corte europea , da non meritare ulteriore illustrazione.


Certo è che da quando la Corte europea con le sentenze del 28 luglio 1999 rese nei casi BOTTAZZI, A. P. , DI MAURO, e FERRARI c. ITALIA ha accertato che <>, ben scarse sono state le misure di carattere generale adottate dal Governo italiano per porre fine alla violazione generalizzata.

Tutto ciò contrasta con i principi espressi di recente dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, GRANDE CAMERA, caso SEJDOVIC c. ITALIA, Sentenza del 01 marzo 2006, Ricorso n° 56581/00: <<§ 119 La Corte ricorda che ai sensi dell'articolo 46 della Convenzione, le Alte Parti Contraenti si impegnano a conformarsi alle sentenze definitive pronunciate dalla Corte nelle controversie alle quali sono partite, essendo il Comitato dei Ministri incaricato di sorvegliare l'esecuzione di queste sentenze. Ne deriva in particolare che, quando la Corte constata una violazione, lo Stato convenuto ha l'obbligo giuridico non soltanto di versare agli interessati le somme assegnate a titolo di equa soddisfazione prevista dall'articolo 41, ma anche scegliere, sotto il controllo del Comitato dei Ministri, le misure generali e/o, se necessario, individuali da integrare nel suo ordinamento giuridico interno per mettere un termine alla violazione constatata dalla Corte e cancellare per quanto possibile le conseguenze. Lo Stato convenuto rimane libero, sotto il controllo del Comitato dei Ministri, di scegliere i mezzi per liberarsi dal suo obbligo giuridico alla luce dell'articolo 46 della Convenzione, sempre che questi mezzi siano compatibili con le conclusioni contenute nella sentenza della Corte (vedere, mutatis mutandis, Scozzari e Giunta c. Italia (GC), N. 39221/98 e 41963/98, § 249, CEDU 2000-VIII). § 120. Nel caso Broniowski c. Polonia, la Corte ha ritenuto che quando constata una violazione che deriva da una situazione a carattere strutturale che riguarda un grande numero di persone, possono imporsi misure generali a livello nazionale nel quadro dell'esecuzione delle sue sentenze (Broniowski c. Polonia , no 31443/96, §§ 188-194, CEDH 2004-V). Quest'approccio giurisdizionale adottato dalla Corte per trattare i problemi sistemici o strutturali che appaiono nell'ordinamento giuridico nazionale è designato dall'espressione "procedura di sentenza pilota". Questa ha soprattutto per vocazione di aiutare gli Stati contraenti ad assolvere il ruolo che spetta loro nel sistema della Convenzione risolvendo questo tipo di problemi a livello nazionale, di modo che riconoscano con ciò anche alle persone interessate i diritti e libertà definiti nella Convenzione, come lo vuole l'articolo 1, offrendo loro una riparazione più rapida pur riducendo il carico della Corte che, altrimenti, dovrebbe conoscere di quantità di richieste simili nella sostanza (Broniowski c. Polonia (regolamento amichevole), n. 31443/96, §§ 34-35, 28 settembre 2005).>>
Tutti gli interventi del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa non sono stati sufficienti a risolvere il problema della durata dei processi in Italia, se anche il Commissario per i Diritti Umani, del Consiglio d’Europa, Alvaro Gil-Robles, ha presentato a Strasburgo il 14 dicembre 2005 il suo Rapporto annuale sull’Italia ((CommDH(2005)9), in cui si legge testualmente: <>.

INEFFICACIA DELLA LEGGE PINTO AL FINE DI ACCELERARE I PROCESSI.
Il ricorrente non ha interesse a ricevere, al momento, mediante il ricorso allo strumento interno di cui alla Legge Pinto (n. 89/2001), una riparazione postuma per il ritardo della propria causa, bensì ha interesse di far accertare la mancanza di un rimedio efficace contro il ritardo che si traduce in un diniego di accesso ad un Tribunale ex art. 13 della Convenzione.


Il ricorrente deve ottenere il pagamento di competenze professionali per prestazioni svolte nell’anno 1997.

Il ricorrente deduce che non è sufficiente che la legge Pinto n. 89/2001 preveda un’equa riparazione per il ritardo, laddove non consente alcuna forma di accelerazione del processo.
Questa situazione è stata accertata anche dalla Risoluzione Interinale ResDH(2005)114 che riguarda le sentenze della Corte Europea dei Diritti Umani e le decisioni del Comitato dei Ministri in 2183 casi contro l'Italia relativi alla durata eccessiva delle procedure giudiziarie (adottata dal Comitato dei Ministri il 30 novembre 2005, nel corso della 948ma riunione dei Delegati dei Ministri).


In questa Risoluzione si legge testualmente: <>.

Il ricorrente eccepisce che la legge Pinto non permette MAI l’accelerazione del processo, di talché la stagnazione forzata di NOVE anni del processo si traduce in un diniego di giustizia. La presente fattispecie integra la violazione dell’art. 13 della Convenzione.

Vedi anche nel caso SOKOLOV v. RUSSIA (ricorso n. 3734/02), la sentenza del 22 Settembre 2005, di Codesta Corte, §§ 45 e 46§.

IV) ESPOSIZIONE RELATIVA ALL’ART. 5 § 1 DELLA CONVENZIONE.
EXPOSÉ RELATIF AUX PRESCRIPTIONS DE L’ARTICLE 35 § 1 DE LA CONVENTION.
STATEMENT RELATIVE TO ARTICLE 35 § 1 OF THE CONVENTION.


Quanto al termine dei sei mesi dalla decisione interna definitiva di cui all'art. 35 della Convenzione, al fine del vaglio di ricevibilità del presente ricorso, il ricorrente precisa che la causa è tuttora pendente (in attesa di sentenza), e proprio tale pendenza crea la violazione denunciata per la mancanza di un rimedio effettivo per l’accelerazione del processo.

V) ESPOSIZIONE RELATIVA ALL'OGGETTO DEL RICORSO E DOMANDE PROVVISORIE PER UN’EQUA SODDISFAZIONE.
EXPOSÉ DE L'OBJET DE LA REQUETE ET PRÉTENTIONS PROVISOIRES POUR UNE SATISFACTION EQUITABLE.
STATEMENT OF THE OBJECT OF THE APPLICATION AND PROVISIONAL CLAIMS FOR JUST SATISFACTION.


Il ricorrente ad oggi chiede alla Corte Europea soltanto l’accertamento della violazione e non intende chiedere alcun risarcimento di natura pecuniaria, perché questo formerà oggetto della procedura nazionale nel quadro della Legge Pinto n. 89/2001.

Tutto ciò premesso, il ricorrente chiede l’accertamento della Violazione dell’art. 13 della Convenzione quanto all’impossibilità di accelerare la procedura litigiosa, pendente nell’arco di NOVE anni, la cui durata viola a sua volta l’art. 6, paragrafo 1, della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo quanto al diritto ad un processo entro un termine ragionevole.

Il ricorrente, in considerazione della situazione di carattere strutturale, in grado di coinvolgere un largo numero di persone, chiede a Codesta Corte di imporre al Governo convenuto misure generali.

Il ricorrente chiede il rimborso delle spese della presente procedura davanti agli organi della Convenzione, per la cui misura si rimette fin d’ora alla saggezza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

VI ALTRE ISTANZE INTERNAZIONALI INVESTITE DELLA CAUSA.
AUTRES INSTANCES INTERNATIONALES TRAITANT OU AYANT TRAITÉ L’AFFAIRE.
STATEMENT CONCERNING OTHER INTERNATIONAL PROCEDINGS.
Il ricorrente non ha sottoposto il suo caso ad alcuna altra autorità internazionale.

VII ELENCO DEI DOCUMENTI ALLEGATI .
Tutti in semplice copia fotostatica:
1) Atto di citazione notificato; 2) Comparsa di costituzione; 3) Comparsa conclusionale; 4) Comunicazione di ordinanza pronunciata fuori udienza.
VIII) LINGUA DELLA PROCEDURA DAVANTI ALLA CORTE
EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO.


Considerato che ai sensi dell’art. 6, paragrafo 3, lettera a) della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo: <>, il ricorrente ritiene di aver diritto all’uso della sua lingua italiana in tutti i suoi scritti difensivi e nell’eventuale dibattimento davanti alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, nonché di avere gratuitamente la traduzione in lingua italiana della corrispondenza a lei inviata dalla Cancelleria della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, degli scritti difensivi e delle difese orali del Governo italiano (durante l’eventuale dibattimento) e delle domande che dovessero essere rivolte dai giudici alla ricorrente e/o al suo difensore. All’uopo chiede fin d’ora l’autorizzazione. In via subordinata, la lingua sussidiaria di lavoro può essere l’inglese.



IX) DICHIARAZIONE: Dichiaro in fede e con lealtà che i dati che figurano nel presente ricorso sono esatti.

Salerno _______________________


avv. Gennaro De Natale





venerdì 24 settembre 2010

ATTO DI PIGNORAMENTO PRESSO TERZI

TRIBUNALE DI SALERNO

ATTO DI PIGNORAMENTO PRESSO TERZI

Il Condominio ______________, sito in _____________ alla via _______________ n. ___, in persona dell’amministratore pt dott. __________________, rapp.to e difeso dall’avv. Gennaro De Natale, presso il cui studio elett.te domicilia in virtù di mandato a margine del ricorso per decreto ingiuntivo,

p r e m e s s o

- Che l'istante, in virtù di decreto ingiuntivo n. ___________, RG n. __________, reso il __________________ dal Giudice di Pace di Salerno, immediatamente esecutivo, munito di apposita formula in data ________________, notificato con pedissequo precetto rimasto infruttuoso il _____________________, risulta creditore dei Sigg.ri ________________________ della somma di euro 1.921,59 oltre rivalutazione ed interessi fino alla data dell’effettivo pagamento, nonché spese successive al precetto e agli accessori;

- Che i Sigg.ri _________________________ sono creditori del Sig. ____________________ in virtù di contratto di locazione di immobile;

- Che l'istante, per soddisfare il proprio credito, intende sottoporre a pignoramento presso il Sig. _________________________ le somme da questi dovute, a titolo di locazione, ai Sigg.ri ____________________________________ fino alla concorrenza della somma di euro 3.000,00, che si ritiene sufficiente in via prudenziale a soddisfare il credito per cui si procede per capitale, interessi, spese di procedura, diritti ed onorari e successive, salvo aggiungere o variare con la liquidazione che avverrà in corso di causa e che stabilirà l'Ill.mo Giudicante;
tanto premesso, l'istante, come in atti rapp.to, difeso e dom.to,

c i t a

1) il Sig. TERZO PIGNORATO, dom.to in Salerno alla via _________________ n. ___;

2) i Sigg.ri DEBITORI, dom.ti in ______________ alla VIA _____________ n. 2, a comparire dinanzi al Tribunale di Salerno, all'udienza del _________________, locali soliti, ore di rito col prosieguo, quanto al primo perché renda la prescritta dichiarazione ex art. 547 cpc, quanto al secondo perché sia presente alla stessa ed agli atti successivi.

Invita altresì il Sig. TERZO PIGNORATO, a comunicare la dichiarazione di cui all’art. 547 entro 10 giorni a mezzo raccomandata al creditore procedente.

Salerno, __________________

Avv. Gennaro De Natale

RELATA DI NOTIFICA
Richiesto come in atti, io sottoscritto Uff. Giud. addetto all'UNEP della Corte d'Appello di Salerno, visto il titolo esecutivo di cui in premessa, visto l'atto di precetto recante intimazione di pagamento della somma di euro 1.921,59 oltre accessori, notificato al debitore in data _________,

HO PIGNORATO

in virtù del titolo richiamato, tutte le somme presenti e future, dovute o detenute a qualsiasi titolo, ragione o causa in conseguenza del rapporto di locazione, dal Sig. TERZO PIGNORATO, fino a concorrenza di euro 3.000,00 oltre interessi, spese, diritti ed onorari del presente procedimento e successive occorrende, ed a tal fine

HO INGIUNTO

ex art. 492 cpc ai Sigg.ri DEBITORI di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito sopra indicato le somme pignorate col presente atto e, contemporaneamente,

HO INTIMATO

al terzo pignorato, Sig. _________________, di non disporre, senza ordine del Giudice, sin dalla data di notifica del presente atto, delle somme a qualunque titolo detenute ed assoggettate a pignoramento.

HO AVVERTITO

Il terzo pignorato che dal giorno della notifica di questo atto è soggetto, relativamente alle somme dovute al debitore e nei limiti dell'importo del credito precettato aumentato della metà, agli obblighi che la legge impone al custode.

Ho, quindi, rivolto al debitore l'invito ad effettuare presso la Cancelleria del Giudice dell'esecuzione la dichiarazione di residenza o l'elezione di domicilio in uno dei comuni del circondario in cui ha sede il Giudice competente per l'esecuzione con l'avvertimento che, in mancanza, ovvero in caso di irreperibilità presso la residenza dichiarata o il domicilio eletto, le successive notifiche o comunicazioni a lui dirette saranno effettuate presso la Cancelleria dello stesso Giudice.

Ho, altresì, avvertito il debitore medesimo che, ai sensi dell'art. 495 c.p.c., può chiedere di sostituire ai crediti pignorati una somma di denaro pari all'importo dovuto al creditore pignorante e ai creditori intervenuti, comprensivo di capitale, degli interessi e delle spese oltre alle spese di esecuzione, sempre che, a pena di inammissibilità, sia da lui depositata in Cancelleria, prima che sia disposta la vendita o l'assegnazione a norma degli artt. 530, 552 e 569 c.p.c., la relativa istanza unitamente ad una somma non inferiore ad un quinto dell'importo del credito per cui è stato eseguito il pignoramento e dei creditori intervenuti indicati nei rispettivi atti di intervento, dedotti i versamenti effettuati di cui deve essere data prova documentale.

L'UFFICIALE GIUDIZIARIO

Nello stesso tempo


HO NOTIFICATO

l'atto di citazione che precede a

1) DEBITORE, dom.to in __________________ alla VIA __________________




2) DEBITORE, dom.ta in _____________ alla VIA ______________




3) TERZO PIGNORATO, dom.to in ___________ alla via ________________ n. __;

venerdì 17 settembre 2010

RINUNCIA AGLI ATTI ESECUTIVI

TRIBUNALE DI SALERNO

Procedura esecutiva immobiliare n. ______

Rinuncia agli atti esecutivi

Il Condominio di Via ________________ sito in _____________, in persona dell’amministratore pt, rag. ______________, rapp.to e difeso dall’avv. Gennaro De Natale, presso il cui studio elett.te domicilia in forza di mandato a margine del presente atto,

p r e m e s s o

- Che l’istante, in virtù di decreto ingiuntivo emesso dal Giudice di Pace di Salerno il ____________, notificato il _____________, munito di formula esecutiva il 18/5/2006, nonché di sentenza emessa dal Giudice di Pace di Salerno il __________, munita di formula esecutiva il 19/4/2006, notificata il 26/5/2006 unitamente a precetti notificati al debitore il 26/5/2006 per euro 814,96 + 521, 56 procedeva, a mezzo ufficiale giudiziario, ad esecuzione mobiliare nei confronti di ____________________;

- Che l’ufficiale giudiziario pignorava una autovettura del valore approssimativo di euro 300,00;

- Che il valore irrisorio del bene pignorato non consente di poter soddisfare il credito dell’istante; tanto premesso, il Condominio di Via _______________, in persona dell’amministratore pt, rag. __________________, come sopra rapp.to, difeso e dom.to,

r i n u n c i a

alla procedura esecutiva mobiliare n. _______________ intentata nei confronti di ______________, chiedendo contestualmente il rilascio dei titoli esecutivi sopra descritti e degli atti di precetto.

Salerno, _________________

Avv. Gennaro De Natale

RICORSO EX ART. 1129 CC

TRIBUNALE DI SALERNO

Ricorso ex art. 1129 cc

I Sigg.ri _______________ e _____________________, rapp.ti e difesi dall'avv. Gennaro De Natale, presso il cui studio elett.te domiciliano in forza di procura a margine del presente atto;

p r e m e s s o

- Che gli istanti sono condomini in quanto proprietari di appartamenti siti nello stabile condominiale sito in ________________ alla via _________________;

- Che il Condominio sopra menzionato è composto da più di quattro condomini, e, pertanto, ai sensi dell'art. 1129 cc, si rende necessaria la nomina dell'amministratore;

- Che l'attuale amministratore, avv. _________________, anch’egli nominato in seguito a ricorso ex art. 1129 cc, ha più volte manifestato la volontà di dimettersi dall'incarico;

- Che nelle assemblee indette per il 19/7/2005, 13/06/2006 e 12/03/2007, non è stato possibile provvedere alla nomina dell’amministratore da parte dell’assemblea per mancanza del numero legale;

- Che il disinteresse mostrato da alcuni condomini nei confronti della gestione della cosa comune minaccia di paralizzare l'amministrazione ed i servizi dell'edificio; tanto premesso, gli istanti, come in atti rapp.ti, difesi e dom.ti,

c h i e d o n o

che l'Ill.mo Sig. Presidente del Tribunale voglia provvedere, ai sensi degli artt. 1129 cc e 737 e segg. cpc, alla nomina di un amministratore per il Condominio sito in ________________________ alla via ______________, emanando, altresì, ogni altro provvedimento opportuno e conseguenziale come per legge.

Si deposita copia della documentazione relativa alle menzionate assemblee, nonché tabelle millesimali.

Si dichiara di voler ricevere gli avvisi di cui agli artt. 133, 134, 176 e 183 cpc al numero di fax 089/282192 e/o all’indirizzo di posta elettronica
g.denatale@ordavvsa.it.

Salerno, _________________

Avv. Gennaro De Natale

martedì 14 settembre 2010

PREAVVISO DI DEPOSITO EX ART. 1210 CC

PREAVVISO DI DEPOSITO EX ART. 1210 CC
La Sig.ra _________________, rapp.ta e difesa dall’avv. Gennaro De Natale, presso il quale elettivamente domicilia in virtù di mandato a margine del presente atto,
p r e m e s s o
- che, in data 10/01/____, l’istante depositava presso l’UNEP di Salerno istanza di offerta reale del seguente preciso tenore: ISTANZA DI OFFERTA REALE. La Sig.ra ____________________, rapp.ta e difesa dall’avv. Gennaro De Natale, presso il quale elettivamente domicilia in virtù di mandato a margine del presente atto, premesso - che l’istante, in virtù di contratto di affitto di fondo rustico, è debitrice, nei confronti degli eredi del proprietario del fondo, Sig. ________________________, delle seguenti somme: 1) euro 908,50 quale 50% del ricavo netto della produzione del vino relativa all’annata _____/____; 2) euro 1.216,50 quale 50% del ricavo netto della produzione del vino relativa all’annata ____/____; - che, pertanto, l’istante è debitrice nei confronti degli eredi de Sig. _______________ della complessiva somma di euro 2.125,00;
- che l’istante ha ripetutamente offerto, anche a mezzo del sottoscritto procuratore, la somma dovuta in virtù del suddetto contratto, ma gli eredi del creditore, immotivatamente, hanno sempre rifiutato di accettarla; - che l’istante intende liberarsi di tale obbligazione facendo offerta reale, ai sensi e per gli effetti di legge, della somma dovuta; - che trattandosi di obbligazione solidale dal lato attivo, e non essendo l’istante stata prevenuta con domanda giudiziale da nessuno degli eredi del creditore, sceglie, ai sensi dell’art. 1296 cc, di offrire il pagamento della suddetta somma ad uno degli eredi legittimi di quest’ultimo, ossia a Sig. _______________; tanto premesso, la Sig.ra _________________, come in atti rapp.ta, difesa e dom.ta, chiede all’Ufficiale Giudiziario, addetto all'Ufficio Notifiche della Corte d’Appello di Salerno, di offrire a Sig. ________________, dom.to in ____________ alla via ________________ n. ___, nella qualità di erede legittimo de Sig. ____________, ed ai sensi dell’art. 1296 cc, la somma complessiva di euro 2.225,00, di cui euro 2.125,00 per le causali descritte in narrativa, oltre euro 100,00 a titolo di interessi legali. Salerno, data. Avv. Gennaro De Natale.
- che in data 15/01/____ l’ufficiale giudiziario si recava presso il domicilio del creditore, il quale rifiutava l’offerta reale;
- che la debitrice Sig.ra ________________ intende liberarsi della suddetta obbligazione mediante deposito della somma ai sensi dell’art. 1210 cc; tanto premesso, l’istante, come in atti rappresentata, difesa e domiciliata,
p r e a v v i s a
il creditore, Sig. ___________________, che in data __________________ alle ore 9,00 la somma di euro 2.225,00, per le descritte causali, sarà depositata presso l’istituto di credito Banca _______________ con sede in _____________ alla Via ___________ n. __; a tal fine
i n v i t a
il creditore ______________________ a comparire ed essere presente alle predette operazioni, con avvertimento che, in caso di mancata comparizione, gli sarà notificato processo verbale di deposito con l’invito a ritirare la cosa depositata.
Salerno, ________________
Avv. Gennaro De Natale

L’ufficiale Giudiziario

ISTANZA DI OFFERTA REALE

ISTANZA DI OFFERTA REALE
La Sig.ra __________________, rapp.ta e difesa dall’avv. Gennaro De Natale, presso il quale elettivamente domicilia in virtù di mandato a margine del presente atto,
p r e m e s s o
- che l’istante, in virtù di contratto di affitto di fondo rustico, è debitrice, nei confronti del proprietario del fondo, Sig. __________________, delle seguenti somme:
1) euro 908,50 quale 50% del ricavo netto della produzione del vino relativa all’annata 200_/200_;
2) euro 1.216,50 quale 50% del ricavo netto della produzione del vino relativa all’annata 200_/200_;
- che, pertanto, l’istante è debitrice nei confronti del Sig. _______________ della complessiva somma di euro 2.125,00;
- che l’istante ha ripetutamente offerto, anche a mezzo del sottoscritto procuratore, la somma dovuta in virtù del suddetto contratto, ma il creditore, immotivatamente, ha sempre rifiutato di accettarla;
- che l’istante intende liberarsi di tale obbligazione facendo offerta reale, ai sensi e per gli effetti di legge, della somma dovuta;
- che trattandosi di obbligazione solidale dal lato attivo, e non essendo l’istante stata prevenuta con domanda giudiziale da nessuno degli eredi del creditore, sceglie, ai sensi dell’art. 1296 cc, di offrire il pagamento della suddetta somma ad uno degli eredi legittimi di quest’ultimo, ossia al Sig. ____________; tanto premesso, la Sig.ra _____________, come in atti rapp.ta, difesa e dom.ta,
c h i e d e
all’Ufficiale Giudiziario, addetto all'Ufficio Notifiche della Corte d’Appello di Salerno, di offrire al Sig. _____________________, dom.to in ______________ alla via ____________________ n. ____, nella qualità di erede legittimo del Sig. ___________, ed ai sensi dell’art. 1296 cc, la somma complessiva di euro 2.225,00, di cui euro 2.125,00 per le causali descritte in narrativa, oltre euro 100,00 a titolo di interessi legali.
Salerno, _________________
Avv. Gennaro De Natale

martedì 7 settembre 2010

RICORSO PER DECRETO INGIUNTIVO PER PRESTAZIONI PROFESSIONALI

GIUDICE DI PACE DI SALERNO
Ricorso per decreto ingiuntivo
L’avv. Tizio Sempronio, rapp.to e difeso dall’avv. Gennaro De Natale, presso il cui studio elett.te domicilia in virtù di mandato a margine del presente atto,
p r e m e s s o
- Che, in forza di procura speciale rilasciata a margine del ricorso, l’istante ha rappresentato e difeso il Sig. _______________, nella causa da quest’ultimo promossa dinanzi al Tribunale di Salerno - Sezione Lavoro, RG n. 0000/04, contro il Ministero della Salute, definita con sentenza n. 11111/06;
- Che, per le prestazioni professionali relative al suddetto giudizio, il Tribunale di Salerno ha liquidato all’avv. Tizio Sempronio la complessiva somma di euro 1.200,00 oltre IVA e CNAP;
- Che, in data 26/06/2006, è deceduto ab intestato il Sig. ____________;
- Che, pertanto, l’istante è creditore pro-quota, delle somme liquidate nella suddetta sentenza, nei confronti dei figli ed unici eredi del Sig. _____________, Sigg.ri ________________________;
- Che l’avv. Tizio Sempronio intende richiedere, al Sig. ____________, il pagamento del 50% della somma liquidata nella sentenza n. 1234/06 della Sezione Lavoro del Tribunale di Salerno per competenze professionali, pari ad euro 600,00 oltre IVA e CNAP, per un totale di euro 734,40;
- Che, con racc.te n. ______________ del 21/3/2007, l’istante ha richiesto, senza riscontro, il pagamento del dovuto;
- Che, non essendo stato possibile comporre bonariamente la vertenza, si rende necessario adire le vie legali; tanto premesso, l’istante, come in atti rapp.to, difeso e dom.to,
c h i e d e
che l’Ill.mo Sig. Giudice di Pace di Salerno voglia emettere ingiunzione in danno del Sig. __________________, dom.to in _________________ (SA) alla via ____________________, per il pagamento in suo favore della somma di euro 734,40 oltre interessi legali dalla domanda al soddisfo, per le causali dedotte in narrativa, con condanna altresì del debitore Sig. _____________________ al pagamento delle spese e competenze delle presente procedura, come da nota allegata.
Si depositano i seguenti documenti:
1) Copia ricorso al Tribunale di Salerno RG n. __________ con mandato a margine;
2) Copia sentenza n. ____/___ del tribunale di Salerno – Sezione Lavoro;
3) Copia Certificato di morte del Sig. ______________;
4) Copia domanda di accreditamento somme del Sig. ___________;
5) Racc.ta n. _______________;
6) Racc.ta n. ___________;
7) Informativa privacy ex D. Lgs. 196/03;
8) Nota spese.
Salerno, 26 Giugno 2007
Avv. Gennaro De Natale

RICORSO PER DECRETO INGIUNTIVO PER PRESTAZIONI PROFESSIONALI

GIUDICE DI PACE DI SALERNO
Ricorso per decreto ingiuntivo
L’avv. Pinco Pallino, nato a Salerno il 12/19/1969, rapp.to e difeso dall’avv. Gennaro De Natale, presso il cui studio elett.te domicilia in virtù di mandato a margine del presente atto,
p r e m e s s o
- Che, in forza di procura speciale rilasciata in calce alla memoria di costituzione, l’istante ha rappresentato e difeso i Sigg.ri __________________ nella causa da questi promossa dinanzi alla Corte d’Appello di Salerno - Sezione Lavoro, RG n. 0000/05, contro il Ministero della Salute, definita con sentenza n. 0000/06;
- Che le prestazioni professionali svolte nel suddetto giudizio sono documentalmente provate;
- Che, a fronte di tali prestazioni, l’istante ha emesso una proposta di parcella di euro 903,00, oltre IVA e CNAP, per un totale pari ad euro 1.105,27;
- Che le voci riportate in parcella sono conformi ai minimi del tariffario forense, che qui si allega in estratto;
- Che, con racc.te n. 123456789 del 12/1/2007 e n. 987654321 del 21/3/2007, l’istante ha richiesto, senza riscontro, il pagamento del dovuto;
- Che la somma richiesta è dovuta in quanto l’obbligazione di un avvocato è di mezzi e non di risultato;
- Che trattasi di obbligazione solidale dal lato passivo, in quanto, ai sensi dell’art. 1294 cc, i condebitori sono tenuti in solido se dalla legge o dal titolo non risulta diversamente;
- Che, nel caso di specie, il titolo è costituito dal mandato ad litem conferito dai Sigg.ri __________ all’avv. Pallino in calce alla memoria di costituzione nel giudizio di appello;
- Che l’obbligazione solidale non dà luogo a litisconsorzio necessario tra i condebitori (Cass. 11/2/2000 n. 1519), potendo il creditore ripetere da ciascuno di quei condebitori l’intero suo credito (Cass. 5/11/1999 n. 12325);
- Che, non essendo stato possibile comporre bonariamente la vertenza, si rende necessario adire le vie legali; tanto premesso, l’istante, come in atti rapp.to, difeso e dom.to,
c h i e d e
che l’Ill.mo Sig. Giudice di Pace di Salerno voglia emettere ingiunzione in danno del Sig. ___________________, dom.to in Pontecagnano Faiano (SA) alla via Camillo Benso Conte di Cavour, per il pagamento in suo favore della somma di euro 1.100,00, con rinuncia all’esubero, oltre interessi legali dalla domanda al soddisfo, per le causali dedotte in narrativa, con condanna altresì del debitore Sig. _________________ al pagamento delle spese e competenze delle presente procedura, come da nota allegata.
Si depositano i seguenti documenti:
1) Copia atto di appello del Ministero della Salute;
2) Copia memoria di costituzione con mandato in calce;
3) Copia sentenza n. 0000/06 della Corte d’Appello di Salerno – Sezione Lavoro;
4) Copia Certificato di morte del Sig. _____________;
5) Racc.ta n. _______________________;
6) Racc.ta n. ______________________;
7) Informativa privacy ex D. Lgs. 196/03;
8) Proposta di parcella;
9) Estratto tariffe forensi;
10) Nota spese.
Salerno, 26 Giugno 2007
Avv. Gennaro De Natale
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