giovedì 5 ottobre 2017

MODELLO ATTO DI PIGNORAMENTO PRESSO TERZI CONTRO TELECOM



TRIBUNALE DI SALERNO

ATTO DI PIGNORAMENTO PRESSO TERZI

Il Sig. Giuseppe Garibaldi, nato a ___________ il _________, CF: _________, rapp.to e difeso dall’avv. Gennaro De Natale (posta elettronica certificata posta@pec.it, fax numero 089.123456789), presso il cui studio elett.te domicilia in virtù di mandato a margine del presente atto,

premesso

-          Che l’istante, in virtù di decreto ingiuntivo n. _____,  RG n. _______, reso dal Giudice di Pace di Salerno, notificato in data ____________, divenuto esecutivo per mancata opposizione, munito di apposita formula in data __________, risulta creditore, nei confronti della Telecom Italia SpA,  della somma di euro _______;


-          Che l’atto di precetto notificato in data _______________, rimasto infruttuoso, conteneva l’intimazione a pagare la somma di euro _________;


-          Che la Telecom Italia SpA, in virtù di contratto di utenza telefonica contrassegnata dal n. _______________, risulta essere creditrice di somme nei confronti della Banca (i nomi delle banche sono a titolo di esempio) Monte dei Paschi di Siena/Banca Intesa, Filiale di Salerno, Via __________;


-          Che l’istante intende procedere a pignoramento presso la Banca Monte dei Paschi di Siena/Banca Intesa, Filiale di Salerno, Via __________, di tutte le somme dovute e debende, in relazione ai rapporti di utenza ed a qualsiasi titolo detenuti dal suddetto Istituto di Credito e comunque dovute alla Telecom Italia SpA, fino alla concorrenza della somma di €. _____________ (_________/00), che si ritiene sufficiente in via prudenziale a soddisfare il credito per cui si procede, per capitale, interessi, spese di procedura e successive, salvo conteggi ed esazioni; tanto premesso, l’istante, come in atto rapp.to, difeso e dom.to,



CITA


1) la Banca Monte dei Paschi di Siena/Banca Intesa, Filiale di Salerno, in persona del Direttore LRPT, con sede in ___________ alla via _____________;

2) Telecom Italia SpA, in persona del LRPT, con sede in ______________ alla Via ________,  a comparire dinanzi al Tribunale di Salerno, Ufficio Esecuzioni Mobiliari,  all’udienza del ____________, locali soliti ore di rito col prosieguo, quanto al primo perché renda la prescritta dichiarazione ex art. 547 cpc, quanto al secondo perché sia presente alla stessa ed agli atti successivi.


INVITA IL TERZO


Banca Monte dei Paschi di Siena/Banca Intesa, Filiale di Salerno, in persona del Direttore LRPT, dom.to in (84100) Salerno, alla via ___________, a rendere la dichiarazione di quantità prevista dall’art. 547 cpc al creditore procedente entro 10 giorni dalla notifica del presente atto, a mezzo raccomandata AR o a mezzo posta elettronica certificata (indirizzo posta certificata) all’indirizzo del Procuratore del creditore procedente.


AVVERTE ALTRESI’ IL TERZO


che in caso di mancata comunicazione della suddetta dichiarazione,  la stessa dovrà essere resa  dal terzo comparendo in un’apposita udienza  e che qualora il terzo non compaia o, sebbene comparso, non renda la dichiarazione, il credito pignorato si considererà non contestato ai fini del procedimento in corso e dell’esecuzione fondata sul provvedimento di assegnazione.


AVVERTE IL DEBITORE


che, a norma dell'articolo 615, secondo comma, cpc, l'opposizione è inammissibile se è proposta dopo che è stata disposta la vendita o l'assegnazione a norma degli articoli 530, 552 e 569 cpc, salvo che sia fondata su fatti sopravvenuti ovvero che l'opponente dimostri di non aver potuto proporla tempestivamente per causa a lui non imputabile.


Si dichiara che il valore del presente procedimento è pari ad euro_____.


Salerno, __________________.

Avv. Gennaro De Natale

RELATA DI NOTIFICA
Richiesto come in atti, io sottoscritto Ufficiale Giudiziario, addetto all’UNEP della Corte d’Appello di Salerno, visto il titolo esecutivo di cui in premessa, visto l’atto di precetto recante intimazione di pagamento della somma di €. _____________oltre eventuali ulteriori spese di notifica, notificato al debitore in data _________________,


HO PIGNORATO


in virtù del titolo richiamato, tutte le somme presenti e future, dovute o detenute a qualsiasi titolo, ragione o causa in conseguenza dei rapporti di utenza ed a qualsiasi altro titolo detenute dalla Banca Intesa, Filiale di Salerno, Via ___________, e dovute alla Telecom Italia SpA fino alla concorrenza di €. _________ (________/00) aumentata della metà ai sensi dell’art. 546, 1° comma, cpc, comprensiva dell’importo del credito per cui si procede oltre agli interessi legali maturati e maturandi, al costo della notifica, alle spese del presente procedimento e agli accessori, sino al saldo effettivo e/o salva diversa liquidazione stabilita dal giudice, ed a tal fine


HO INGIUNTO


Ex art. 492 cpc al debitore, Telecom Italia SpA, di astenersi da qualunque atto diretto a sottrarre alla garanzia del credito sopra indicato le somme pignorate col presente atto e, contemporaneamente,


HO INTIMATO


al terzo pignoratoMonte dei Paschi di Siena, Filiale di Salerno, Via ___________, in persona del direttore LRPT, di non disporre senza ordine del Giudice, sin dalla data di notifica del presente atto, delle somme a qualunque titolo detenute ed assoggettate a pignoramento.


HO AVVERTITO


Il terzo pignorato che dal giorno della notifica di questo atto è soggetto, relativamente alle somme dovute al debitore e nei limiti dell’importo del credito precettato aumentato della metà, agli obblighi che la legge impone al custode.


Ho, quindi, rivolto al debitore l’invito ad effettuare presso la Cancelleria del giudice dell’esecuzione la dichiarazione di residenza o l’elezione di domicilio in uno dei Comuni del circondario in cui ha sede il giudice competente per l’esecuzione con l’avvertimento che, in mancanza, ovvero in caso di irreperibilità presso la residenza dichiarata o il domicilio eletto, le successive notifiche o comunicazioni a lui dirette saranno effettuate presso la Cancelleria dello stesso Giudice.


Ho, altresì avvertito il debitore medesimo che, ai sensi dell’art. 495 cpc, può chiedere di sostituire ai crediti pignorati una somma di denaro pari all’importo dovuto al creditore pignorante e ai creditori intervenuti, comprensivo di capitale, degli interessi e delle spese oltre alle spese di esecuzione, sempre che, a pena di inammissibilità, sia da lui depositata in Cancelleria, prima che sia disposta la vendita o l’assegnazione a norma degli artt. 530, 552 e 569 cpc, la relativa istanza unitamente ad una somma non inferiore ad un quinto dell’importo del credito per cui è stato eseguito il pignoramento e dei crediti intervenuti indicati nei rispettivi atti di intervento, dedotti i versamenti effettuati di cui deve essere data la prova documentale.


L’UFFICIALE GIUDIZIARIO

Nello stesso tempo



HO NOTIFICATO


l’atto di citazione che precede a


1)       Monte dei Paschi di Siena, Filiale di Salerno, Via ___________, in persona del direttore LRPT;




2)     Telecom Italia SpA, in persona del LRPT, con sede in _________________.





mercoledì 4 ottobre 2017

MONTAGGIO PORTA BLINDATA - INADEMPIMENTO - MODELLO ATTO DI CITAZIONE



GIUDICE DI PACE DI SALERNO

Atto di Citazione

Il Sig. Settimio Ottavio, nato a Salerno il ____________, CF: ____________, rapp.to e difeso dall’avv. Gennaro De Natale (posta elettronica certificata avvgennarodenatale@pec.ordineforense.salerno.it. fax numero 123456789), presso il cui studio elettivamente domicilia in virtù di mandato a margine del presente atto,

premesso

A) Che, in data __________, il Sig. Settimio Ottavio stipulava con la ditta Porte Blindate, con sede in ____________ alla via ________, un contratto avente ad oggetto acquisto e montaggio di porta blindata;

B) Che il servizio comprendeva anche la registrazione della porta blindata, il montaggio del sopraluce in ferro con vetro opale antisfondamento, nonché la pannellatura esterna con tutti i suoi vari accessori (cornici, maniglie, spioncino, ecc.);

C) Che, a tutt’oggi, nonostante i numerosi solleciti telefonici e la costituzione in mora del ____________, tali opere non sono state compiute, ed il convenuto non ha ancora provveduto al montaggio finale a regola d’arte della porta, tant’è che l’istante riscontra ancora numerosi problemi: le mandate non si chiudono completamente; la porta, inoltre, poiché tocca lo stipite laterale, deve essere chiusa con notevole sforzo, e ciò, oltre a provocare il consumo della vernice a fuoco, deteriora progressivamente l’intera struttura del manufatto, vanificandone così la stessa funzione; infine, spesso rimane incastrata e si apre con difficoltà;

- Che, con bonifico bancario del _____________, l’attore ha corrisposto l’intero importo contrattualmente pattuito;

- Che, a seguito del predetto inadempimento, l’attore ha subito i seguenti danni, così quantificati: 1) Mancato montaggio sopraluce in ferro con vetro antisfondamento, euro __________; 2) Mancato montaggio pannellatura esterna, euro ____________; 3) Danni morali conseguenti alla paura, rabbia, frustrazione e preoccupazione causate dal fatto di dover trascorrere per molti mesi le notti con la porta quasi aperta, euro _________; per un totale complessivo di euro ________;

- Che, con racc.ta del _____________, l’attore denunziava il vizio dell’opera ed invitava la ditta convenuta alla sua eliminazione;

- Che, non essendo stato possibile risolvere bonariamente la vertenza, si rende necessario adire le vie legali; tanto premesso l’istante, come in atti rapp.to, difeso e dom.to,

Cita

il Sig. Ponzio Pilato, nella qualità di legale rappresentante pt della ditta Porte Blindate, con sede in __________ alla via ______________, a comparire dinanzi al Giudice di Pace  di Salerno all'udienza del giorno _________, locali soliti ore di rito col prosieguo, per ivi sentire accogliere le seguenti

C o n c l u s i o n i

voglia il Giudice di Pace adito, respinta ogni contraria istanza, deduzione ed eccezione,  accogliere la domanda proposta e, per l’effetto,

1) Condannare il convenuto, per le causali di cui in narrativa, al pagamento della somma di euro ___,00, oltre interessi e rivalutazione monetaria;

2) Condannare il convenuto al pagamento delle spese di giudizio e del compenso professionale, con attribuzione al sottoscritto difensore antistatario.

In via istruttoria, si chiede l’ammissione dell’interrogatorio formale del convenuto sulle circostanze di cui ai capi A), B) e C)  di cui alla narrativa del presente atto che qui si abbiano per integralmente trascritti, preceduti dalle parole "Vero che". 

Con riserva, altresì, di produrre ulteriore documentazione e richiedere ulteriori mezzi istruttori all’udienza ex art. 320 cpc, in conseguenza del comportamento processuale di parte convenuta.

Ai sensi della L. 488/99 e succ. mod., si dichiara che il valore della controversia è pari ad euro ___,00 e che, pertanto, il valore del contributo unificato versato è pari ad euro 43.00.

Si allegano i seguenti documenti:

  1. Copia racc.ta del _____________;
  2. Copia Fattura della ditta Porte Blindate;
  3. Copia Bonifico bancario


Avv. Gennaro De Natale

RELAZIONE DI NOTIFICA
Salerno,
Ad istanza come in atto:
Io sottoscritto Ufficiale Giudiziario, addetto all'Ufficio Notifiche della Corte d'Appello di Salerno, ho notificato e dato copia dell'atto che precede a:

Ponzio Pilato, nella qualità di legale rappresentante pt della ditta Porte Blindate, con sede in __________ alla via _________________

venerdì 29 settembre 2017

MODELLO COMPARSA DI COSTITUZIONE E RISPOSTA - INTIMAZIONE DI SFRATTO PER MOROSITA'



TRIBUNALE DI SALERNO

Comparsa di costituzione e risposta

Per: Muzio Scevola, nato a Vietri sul Mare (SA) il 12/12/1912, ed ivi residente alla Via Montecorvino Rovella n. 10, CF: ABC GBH 123G 123, rapp.to e difeso dall’avv. Gennaro De Natale (posta elettronica certificata avvgennarodenatale@pec.ordineforense.salerno.it, fax numero 089 123 456 789), presso il cui studio elettivamente domicilia in virtù di mandato a margine del presente atto;

Contro: Elena Pereira, con l’avv. Perito Peraria.

Si presume noto e, per brevità, non si ripete il contenuto dell’atto di intimazione notificato al convenuto.

Nel costituirsi in giudizio, il Sig. Muzio Scevola si oppone all’avversa richiesta di convalida dello sfratto per morosità, e contesta ed impugna la sussistenza della dedotta morosità per i motivi che vengono di seguito specificati.

1) Nullità del contratto per mancata registrazione.
In via preliminare, si rappresenta che il contratto intercorso tra le parti, per espressa volontà della locatrice, non è stato registrato se non in data ___________, e pertanto non può produrre nessun effetto a causa della eccepita nullità, derivante da precise disposizioni di legge.

La registrazione è stata effettuata tardivamente (e soltanto dopo specifica richiesta di conformazione del contratto formulata dal conduttore con racc.ta del  ____________) proprio per cercare di rimediare in maniera maldestra alle conseguenze della nullità. 

L’art. 1, comma 346, Legge 30/12/2004 n. 311, stabilisce che i contratti di locazione sono nulli se, ricorrendone i presupposti, non sono registrati.

Inoltre, la legislazione tributaria stabilisce che il contratto debba essere registrato nel termine di trenta giorni dalla stipulazione...; una volta integrata l'omissione, il contratto è da intendersi non registrato e, quindi matura la nullità così come espressamente prevista dalla legislazione civile (Corte d’Appello di Roma sent. n. 3753 del 24/6/2015; Corte d’Appello di Brescia, sent. n. 682 del 28/05/2012).

Tale orientamento è stato confermato dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite, che ha stabilito il principio secondo il quale le disposizioni di legge successive al 1998 introducono il principio in base al quale l’inosservanza dell’obbligo tributario (registrazione del contratto) comporta l’invalidità del contratto di locazione (Cass. SS. UU. n. 18213/2015).

La Corte Costituzionale, inoltre, ha riconosciuto che l’art. 1, comma 346, della citata Legge 311/2004, eleva la norma tributaria al rango di norma imperativa, la cui violazione implica la nullità ai sensi dell’art. 1418 cc (Sent. n. 420 del 5/12/2007).

In ogni caso, pur se per mera ipotesi e senza mai nulla riconoscere, l’On.le Giudicante fosse di diverso avviso, l’eventuale validità del contratto dovrebbe essere riferita solo ed esclusivamente al periodo successivo al __________, data della registrazione dello stesso.

In base alle considerazioni innanzi svolte, si può affermare con certezza che l’omessa registrazione non può consentire la convalida dello sfratto, poiché non si può procedere ad uno sfratto per morosità sulla scorta di un contratto di locazione nullo (Trib. Torino, 21/04/2016; Trib. Reggio Emilia, 5/03/2009; Trib. Modena, 12/06/2006).

2) Nullità del contratto ex art. 13, comma 3, Legge n. 431/1998: E’ nulla ogni pattuizione volta a derogare ai limiti di durata del contratto stabiliti dalla presente legge (Ved. Cass. 29/9/2004 n. 19568).

Per quanto innanzi, il “manomesso” contratto locativo deve, in ogni caso, rispettare il dettato di cui alla legge 431/98 anche in relazione alla durata.

Pertanto, poiché la locatrice ha modificato arbitrariamente ed ingiustificatamente la durata della locazione, il contratto è da considerarsi nullo anche per tale ulteriore violazione.

3) Inesistenza della dedotta morosità.
Per tutto quanto innanzi dedotto, il conduttore, nel costituirsi in giudizio, con il presente atto formalmente disconosce l’esistenza della dedotta morosità e si oppone alla emissione di ordinanza ex art. 665 cpc, deducendo tra l’altro che, dietro espressa domanda della locatrice, il comparente ha sempre corrisposto il pattuito canone di locazione, compresi gli aggiornamenti Istat, in contanti e senza mai ricevere alcun attestato dei pagamenti effettuati.

Quanto innanzi è la risultanza della volontà della locatrice che, con tale comportamento, ha evitato accuratamente di dover versare tasse ed imposte di qualunque genere.

In tal modo, l’attrice ha procurato al convenuto un grave pregiudizio economico, in quanto lo ha costretto a doversi difendere in un giudizio creato ad arte, riversando sul soggetto debole del negozio costi aggiuntivi, violando così i doveri di correttezza, buona fede e diligenza, di cui agli artt. 1338, 1374, 1575 e 1175 cc.

Nel caso in esame, è evidente la mala fede della locatrice, che ha predisposto un contratto, lo ha fatto sottoscrivere al malcapitato inquilino di turno, ha modificato arbitrariamente, con una visibile e maldestra correzione, la durata della locazione senza sottoporla alla approvazione/sottoscrizione dell’inquilino e non ha mai rilasciato ricevute attestanti il pagamento del canone.

In buona sostanza, si può affermare che il presente giudizio, illegittimamente iniziato dalla locatrice, costituisce un vergognoso espediente, null’altro che un mezzo di pressione psicologica per ottenere, in maniera quanto mai scorretta, una condanna al pagamento di somme in realtà non dovute.

Invero, il pagamento del canone è sempre avvenuto regolarmente da parte dell’inquilino.

Non è veritiera, ed è smentita dai fatti, l’affermazione della locatrice, secondo la quale la morosità sarebbe iniziata nel mese di ____________: non si capisce, infatti, per quale motivo essa non abbia agito, nei confronti del Sig. Muzio Scevola, già nei mesi immediatamente successivi, invece di aspettare la richiesta di conformazione del contratto avanzata un anno dopo.

Evidentemente, non sussiste nessuna morosità: vi è soltanto la mala fede della locatrice che vuole approfittare della naturale situazione di debolezza in cui si trova un inquilino al quale non sono state rilasciate ricevute di pagamento dei canoni di locazione.

In ogni caso, e comunque senza riconoscimento alcuno delle pretese immotivatamente avanzate dalla locatrice, unitamente alla proposta opposizione all’emissione di ordinanza ex art. 665 cpc, il comparente, al solo fine di non precludersi alcuna difesa, chiede termine di grazia per il pagamento degli eventuali canoni peraltro già corrisposti ma non riconosciuti a far data solo dal 02/02/17.

Il comparente, gravemente ammalato, chiede inoltre la concessione del termine massimo per purgare la mora.

Tutt’altro impugnato e con riserva di aggiungere e provare all’esito del comportamento processuale che l’istante terrà, si conclude:

A) per la declaratoria di nullità del contratto di locazione de quo per mancanza del requisito obbligatorio della registrazione e per violazione dell’art. 13, 3° comma, Legge 431/98, sulla durata minima della locazione;

B) Per la declaratoria dell’insussistenza della morosità dedotta dall’attore per i motivi esposti in narrativa, e, conseguentemente, per il rigetto della richiesta di convalida dello sfratto;

C) al solo fine di non precludere alcuna difesa al comparente, si chiede la concessione del termine massimo per purgare la mora eccepita dalla locatrice e ciò a far data solo dal ___________;

D) Con vittoria di spese e compensi professionali di causa, oltre spese generali, IVA e CNAP come per legge.

Si depositano i seguenti documenti:

1) Copia atto di intimazione di sfratto notificato al convenuto;

2) Copia richiesta di conformazione del contratto del convenuto Sig. Muzio Scevola.

Con riserva di ulteriori produzioni e deduzioni istruttorie, entro i termini che l’On.le Giudicante vorrà assegnare previo mutamento del rito ai sensi degli artt. 667 e 426 cpc.

Avv. Gennaro De Natale

martedì 18 aprile 2017

ATTO DI CITAZIONE PER RESTITUZIONE CANONI NOLEGGIO APPARECCHIO TELECOM


GIUDICE DI PACE DI SALERNO

Atto di citazione

Il Sig. Pinco Vincenzo, rapp.to e difeso dall’avv. Gennaro De Natale (posta elettronica certificata avvgennarodenatale@pec.ordineforense.salerno.it. fax numero 089/_________), presso il cui studio elettivamente domicilia in virtù di mandato a margine del presente atto,

p r e m e s s o

- Che l’istante è titolare di contratto di utenza telefonica con la Telecom Italia SpA, n. telefonico 089/123456;

- Che nell’anno _____ l’istante ha noleggiato dalla Telecom Italia SpA un apparecchio telefonico per il quale ha corrisposto alla società convenuta un canone bimestrale pari ad euro XX,00 oltre IVA;

Che, in data 12/23/1456, l’istante ha restituito alla Telecom l’apparecchio precedentemente noleggiato, provvedendo alla contestuale disdetta del canone relativo al noleggio, come risulta dalla ricevuta consegnata dagli uffici della società convenuta;

- Che, nonostante la disdetta e la restituzione dell’apparecchio, la Telecom Italia ha continuato e continua a percepire le somme relative al noleggio dell’apparecchio telefonico, che a tutt’oggi ammontano ad euro _____ IVA inclusa;

- Che l’istante, con racc.ta n. ________________ del __________, ha intimato alla società convenuta di cessare l’addebito delle spese di cui in narrativa, invitandola contestualmente a provvedere alla restituzione delle somme indebitamente riscosse a decorrere dal conto telefonico n. ___/_____;

- Che la società convenuta, non solo non ha restituito le somme indebitamente riscosse, ma, a tutt’oggi, continua ad addebitare all’istante le somme relative al noleggio apparecchi telefonici;

- Che l’istante, pertanto, risulta creditore, nei confronti di Telecom Italia, della somma di euro ______, oltre euro ______ per spese sostenute per l’invio di raccomandate, nonché euro ______ per il costo della procedura conciliativa, per un totale complessivo di euro _______;

- Che, non essendo stato possibile comporre bonariamente la vertenza, si rende necessario adire le vie legali; tanto premesso, l’istante, come in atti rapp.to, difeso e dom.to,

c i t a

Telecom Italia SpA in persona del LRPT, con sede in Milano alla Via Gaetano Negri n. 1 – 20123 (Milano), a comparire dinanzi al Giudice di Pace di Salerno, all’udienza del giorno ______________, locali soliti, ore di rito col prosieguo, per sentir così provvedere:

1) Dichiarare priva di titolo, per i motivi di cui in narrativa, la pretesa della convenuta al pagamento delle spese relative al noleggio apparecchi telefonici;

2) Condannare la convenuta alla restituzione delle spese, non dovute, relative al noleggio apparecchi telefonici;

3) Condannare la convenuta al pagamento delle spese e compensi professionali del presente giudizio, con attribuzione al sottoscritto procuratore anticipante.

Con riserva, altresì, di produrre ulteriore documentazione e richiedere ulteriori mezzi istruttori all’udienza ex art. 320 cpc, in conseguenza del comportamento processuale di parte convenuta.

Ai sensi della L. 488/99 e succ. mod., si dichiara che il valore della controversia è pari ad euro 1.033,00 e che, pertanto, il valore del contributo unificato versato è pari ad euro 43.00.

Si allegano i seguenti documenti:

1) N. ___ conti telefonici dal n. _____ al n. ______;

2) Ricevuta della Telecom Italia attestante consegna/restituzione dell’apparecchio telefonico e disdetta nolo;

3) Racc.ta n. _______________ del _____________.

Riserve e salvezze illimitate.

Salerno, _________________

Avv. Gennaro De Natale
RELAZIONE DI NOTIFICA

Salerno,

Ad  istanza come in atto:

Io sottoscritto Ufficiale Giudiziario, addetto all'Ufficio Notifiche della Corte d'Appello di Salerno, ho notificato e dato copia dell'atto che precede a:


Telecom Italia SpA in persona del Legale Rappresentante PT, con sede in Milano alla Via Gaetano Negri n. 1 – 20123 (Milano)

mercoledì 5 aprile 2017

IL DIVORZIO


Il matrimonio si può sciogliere per due cause:
1)      Morte di uno dei coniugi
2)      Divorzio.

Morte di uno dei coniugi
Sulla morte non c’è molto da dire; essa fa cessare definitivamente il vincolo matrimoniale.
Alla morte di uno dei coniugi è equiparata la dichiarazione di morte presunta: infatti, l’art. 65 cod. civ. consente al coniuge superstite di contrarre un nuovo matrimonio, dopo l’annotazione della sentenza (di morte presunta) nei registri dello stato civile.  
Tuttavia, se la persona di cui è dichiarata la morte presunta ritorna o ne è provata l’esistenza, il nuovo matrimonio è nullo.

Divorzio
In linea generale, il divorzio è un procedimento mediante il quale può essere dichiarata la cessazione del vincolo matrimoniale.
Si parla di scioglimento quando il matrimonio è stato celebrato con rito civile; si parla invece di cessazione degli effetti civili quando è stato celebrato il matrimonio concordatario, ossia il matrimonio celebrato in chiesa e trascritto nei registri di stato civile.
Fino al 2015, il divorzio poteva essere soltanto giudiziale, nel senso che i coniugi dovevano necessariamente rivolgersi al giudice per ottenere lo scioglimento del vincolo.
Con la legge n. 55/2015 è stata prevista la possibilità, per i coniugi, di ottenere lo scioglimento del matrimonio anche con dei procedimenti, per così dire, stragiudiziali.
Per ora ci occuperemo brevemente del procedimento di scioglimento del matrimonio davanti al giudice.
Diciamo innanzi tutto che il divorzio è possibile soltanto (art. 1 Legge n. 898/70)   quando la comunione spirituale e materiale tra i coniugi non può essere mantenuta o ricostituita per l’esistenza di una delle seguenti cause (art. 3 Legge n. 898/70):
A) Separazione personale dei coniugi protrattasi ininterrottamente per dodici mesi. I dodici mesi devono decorrere dalla comparizione dei coniugi davanti al Presidente del Tribunale nel precedente giudizio di separazione personale (ossia giudiziale, contenzioso, dove non è stato raggiunto un accordo tra le parti).
B) Separazione consensuale dei coniugi protrattasi ininterrottamente per sei mesi. I sei mesi devono decorrere dalla comparizione dei coniugi davanti al Presidente del Tribunale nel precedente giudizio di separazione consensuale (quel tipo di separazione in cui esiste un accordo tra i coniugi prima di presentarsi davanti al giudice).
C) Sei mesi di separazione ininterrotta, nel caso in cui la stessa sia avvenuta mediante accordo stipulato a seguito di convenzione di negoziazione assistita da un avvocato. I sei mesi devono decorrere dalla data certificata nell’accordo di separazione.
D) Sei mesi di separazione ininterrotta, nel caso in cui la stessa sia avvenuta mediante accordo concluso davanti all’ufficiale di stato civile (il sindaco o un suo delegato). I sei mesi devono decorrere dalla firma dell’accordo si separazione.
E) Condanna penale, passata in giudicato, per fatti particolarmente gravi (condanna all’ergastolo o a pena superiore ai 15 anni, condanna per incesto, violenza carnale e altri delitti contro la libertà sessuale).
F) Condanna penale per reati commessi a danno del coniuge o di un figlio.
G) Annullamento del matrimonio o divorzio ottenuti all’estero dal coniuge straniero.
H) Mancata consumazione del matrimonio.
I) Passaggio in giudicato della sentenza che rettifica l’attribuzione di sesso di uno dei coniugi.
Quando ricorrono queste condizioni, i coniugi, singolarmente o congiuntamente, possono chiedere al giudice di pronunciare lo scioglimento del matrimonio civile, o la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario.
In ogni caso, il giudice deve fare un tentativo di conciliazione.
Se la conciliazione non riesce, il giudice, dopo aver accertato l’effettiva esistenza di una delle cause o condizioni di divorzio che abbiamo indicato sopra, pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio.
Con la sentenza di divorzio, il giudice, tenuto conto delle condizioni dei coniugi, dispone l’obbligo per un coniuge di pagare un assegno di mantenimento periodico nei confronti dell’altro coniuge che non abbia mezzi adeguati o che non possa procurarseli o provvedere.
Se le parti sono d’accordo, il pagamento dell’assegno di mantenimento può avvenire in un’unica soluzione.

L’obbligo di pagare l’assegno cessa in caso di nuovo matrimonio dell’altro coniuge. 

lunedì 10 ottobre 2016

IL TRIBUNALE (CIVILE)


Con il termine tribunale, si intende, nel linguaggio comune, il palazzo di giustizia, ossia il luogo o l’edificio ove hanno sede i giudici e gli uffici giudiziari.

Tuttavia, il tribunale è anche e soprattutto un giudice, ossia un organo giurisdizionale, che può operare in composizione monocratica o collegiale.

Il tribunale giudica in composizione monocratica in tutti i casi in cui la legge non prevede espressamente la composizione collegiale.

Il tribunale, invece, giudica in composizione collegiale:

- nelle cause in cui è obbligatorio l’intervento del pubblico ministero;

- in materia fallimentare (fallimento, concordato preventivo, liquidazione coatta amministrativa, omologazione del concordato fallimentare e del concordato preventivo);

- nelle cause devolute alle sezioni specializzate;

- in materia societaria (cause di impugnazione delle delibere assembleari e del consiglio di amministrazione, cause di responsabilità contro gli amministratori ed i dirigenti delle società);

- in materia testamentaria (impugnazione dei testamenti, riduzione per lesione di legittima);

- nelle cause di risarcimento dei danni per responsabilità civile dei magistrati (Legge 13/04/1988 n. 117;

- nelle azioni di classe, cd class action, previste dal Codice del Consumo (art. 140 bis D. Lgs n. 206/2005);

- nei procedimenti in camera di consiglio ex art. 737 e seguenti cpc. Per dirla in modo semplice, i procedimenti in camera di consiglio sono caratterizzati dal fatto di non svolgersi nelle forme ordinarie. Inoltre, i provvedimenti finali di tali procedimenti sono, di regola, modificabili e revocabili, e non passano in giudicato.
 
Il tribunale ha una competenza territoriale nel circondario in cui si trova. Il circondario è, appunto, l’ambito territoriale (composto da vari comuni) di competenza di un tribunale. Il circondario non coincide necessariamente con la provincia ove ha sede il tribunale.

Il tribunale è competente, per materia:

- per tutte le cause che non sono di competenza di un altro giudice;

- per le cause in materia di imposte e tasse;

- per la cause relative allo stato ed alla capacità delle persone e ai diritti onorifici;

- per la querela di falso, per l’esecuzione forzata (processo esecutivo: pignoramento presso il debitore e pignoramento presso terzi) e per ogni causa di valore indeterminabile;

- in materia possessoria e di denuncia di nuova opera e danno temuto;

- per le controversie in materia di locazione, comodato di immobili urbani e affitto di azienda (escluse le controversie riservate alle sezioni specializzate agrarie);

- per le cause in materia di lavoro e previdenza;

- per le cause relative alla proprietà e agli altri diritti reali sui beni immobili;

- per le cause di opposizione all’esecuzione (in base all’importo del credito), di opposizione di terzo  e di opposizione agli atti esecutivi;

- come giudice di appello per le cause decise dal Giudice di Pace.

- per le cause di opposizione all’esecuzione (in base all’importo del credito), di opposizione di terzo  e di opposizione agli atti esecutivi;

- come giudice di appello per le cause decise dal Giudice di Pace. 

Per quanto riguarda il valore, il Tribunale è competente per tutte le cause, in materia mobiliare, che superano i limiti della competenza del Giudice di Pace. Pertanto, il Tribunale è competente: 

1) per le cause relative a beni mobili di valore superiore a 5.000,00 euro; 

2) per le cause di risarcimento dei danni derivanti dalla circolazione di veicoli e natanti di valore superiore a 20.000,00 euro. 
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